And then you come into contact with the Redskins: they really are a proud population despite poverty and the problems of alcoholism, to combat which the state has banned alcoholic drinks as if they were cholera... From the reservations up to Utah (land of the Mormons) if you order a beer they look at you like a drug addict: it's much easier to buy a bazooka.... From this point (the easternmost) we therefore circumscribe the Grand Canyon, heading for Lake Powell (the second largest artificial lake in the USA) at Page... An obligatory stop especially if you love photography is Antelope Canyon: it is a canyon that can be walked through, a gorge a couple of metres wide whose walls sculpted by the wind allow for unique suggestions when the sunlight arrives perpendicular (between 11.30 and 14)...
The beam of light makes it possible to enhance the red rock in chromatic games that are easy to photograph (without flash and 400 ASA film please): in fact during the visit we make friends with Kevin, a Texan (from San Antonio) with whom we share the itinerary as far as Bryce Canyon (we thought he was gay but the insistent phone calls to his girlfriend from my departure made us think again)... In Page we stay at Lulu's, who hosts us very warmly, as do her rooms, and we eat at the Fiesta Mexicana (125 s Powell Blvd) where we appreciate the generous dishes... Boat trips on Lake Powell cost an excessive amount and so we give up seeing the "Rainbow Bridge" (from 85 to 112 $ per person!)....We content ourselves with seeing the wonderful spectacle of the "Scenic View" and "Horseshoe Bend" (the latter is a loop of the Colorado around a sea stack, on a breathtaking cliff).
There are lots of beaches where you can have a pleasant swim: the white flat rocks of Antelope Point (not far from the canyon of the same name) are inviting....
With Kavin we set off in the direction of Bryce Canyon













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La partenza e’ un po’ da panico perchè sbagliamo fila all’aeroporto di Boston (enorme) e siamo costretti a tagliare un po’ di file (all’italiana insomma) per recuperare e prendere l’aereo per un pelo… Itinerario davvero meraviglioso, e personalizzato solo leggermente in quanto arriviamo a Las Vegas con volo interno (da Boston) dove prendiamo un’auto a noleggio (chevrolet classic) in virtu’ di un’offerta trovata in rete dalla mia ragazza che vive negli Usa (800 $ per 2 con volo a/r e 10 gg di auto a noleggio)…Girare gli Usa in auto e’ veramente consigliabile: le motorways sono larghe e gratuite, la benzina costa poco, le auto a noleggio spaziose e nuove, ed il senso civico dei americani sia in on the road che in generale e’ elevato in relazione a noi italiani (se ti fermi in una città a guardare una cartina la gente si offre di aiutarti!!!). Arrivati a Las Vegas partiamo subito per l’itinerario dei parchi (seguendo il grand canyon da sud) ripromettendo di visitare la città dei balocchi gli ultimi 2 giorni… Passiamo accanto alla diga di Hoover senza che la cosa ci interessi particolarmente (c’e’ un museo dentro, un sacco di punti panoramici, ma insomma e’ sempre una diga vabbe’….). Da Kingman inizia la storica Route 66 che collega Chicago con Santa Monica : motel, musei, ristoranti non fanno che osannare sta strada, i divi che ci dormirono, i film etc etc…. Il museo in centro citta’ ce lo perdiamo per l’orario sic…vabbe’….e’ una strada no? Puntiamo a Williams (58 miglia dal Grand Canyon Village – South Rim) perche’ non troviamo niente di piu’ vicino al Canyon: inoltre i motel (la catena Motel 6 e’ davvero conveniente, paghiamo 40$ per una doppia con 2 letti matrimoniali, si puo’ anche litigare e dormire comodissimi!) sono economici; molto suggestivo e veramente western il locale “Old Smoky’s Pancake House” (ootimo per le colazioni) , consigliabile il “Pine Country Restaurant” e il messicano “Pancho McGillicuddy’s”… La South Rim (sponda sud) e’ quella più visitata del Grand Canyon…. Il Grand Canyon e’ veramente una emozione: seppure abituato a girare le Alpi, montanaro incallito non avrei mai pensato di assistere uno spettacolo del genere…. Percorri una strada nel deserto assolutamente piatta finche’ non arrivi ad un punto dove ti affacci e ti sembra di essere in aereo tanta e’ la veduta panoramica: fenomeno geologico unico al mondo dove il fiume Colorado ha eroso l’altopiano esteso dal sud dello Utah al nord dell’Arizona forgiando catene montuose, spaccature, voragini …. Largo al massimo 18 miglia e’ profondo 1.800 metri…..fenomeno anche multiclimatico per le diverse fasce temperate che si incontrano che creano una vasta biodiversità… Il Grand Canyon si può visitare in elicottero/aereo (caro impestato), a piedi (diversi gradi di difficoltà) oppure facendo rafting (5 anni di lista d’attesa!!!)…. Come tutti i parchi americani l’organizzazione e’ impressionante: il visitor center all’ingresso fornisce tutto lo scibile umano possa richiedere (depliant in varie lingue, consigli direttamente dai rangers, proiezioni, musei, vendita di ogni tipo di gadget, etc….): l’accesso al parco e’ a pagamento ma conviene comprare la National Parks Pass (50 $ ammortizzabili in 5/6 visite, valida 1 anno per 1 auto ed i suoi occupanti)…All’interno del parco e’ molto funzionale il servizio di Free Shuttle Bus per muoversi agevolmente tra i diversi punti (mollatela giu’ la macchina!): gli itinerari in The Guide reperibile al visitor center. Tra i vari trails consigliabili abbiamo percorso quello che da Bright Angel Trailhead arriva a Plateau point; il sentiero (8 miglia + 8 per il ritorno please) arriva proprio sulla scarpata sul colorado (vista mozzafiato) percorrendo parte del tragitto in pianura (ultime 2 miglia ca): una giornata di camminata anche per noi non propriamente allenati… Per circoscrivere il grand canyon in senso antiorario quindi passiamo da Flagstaff , cittadina ai piedi delle riserve hopi e navajo e che fa infatti dell’artigianato pellirosse un mercato di prodotti tipici locali su cui gli abitanti delle riserve vivono (documentando i songoli oggetti con la foto dell’artigiano!)…. Che meraviglia per chi come me e’ crescito con i film western ed i sacri valori dell’ovest grazie ad Hollywood e Sergio Leone…. Cittadina carina quindi, dove passano treni merci interminabili (davvero!!!): andate a farvi un caffè da Macy’s European Coffee House (14 S Bevear st.)…. Ci consigliano di trascorrere il pomeriggio a Sedona (26 miglia a sud di Flagstaff) e meno male: e’ una meta che forse meriterebbe una sosta più lunga…. Entriamo in una ricca foresta (Coconino National Forest) per incontrare un canyon dalle rocce rosso intenso eppoi lo Slide Rock State Park dove ci sono delle piscine naturali dove si deve assolutamente fare un bagno data la bellezza dell’Oak Creek; sembra di essere nell’entroterra della Corsica : il fiume crea delle piscine naturali e giochi d’acqua sulle rocce rosse piatte su cui e’ facile camminare e distendersi… Che contrasto di colori la forza della natura!!! Arriviamo pure a Bell Rock ch’e’ una formazione rocciosa dove la tradizione vuole che sdraiandosi e rilassandosi ci si possa librare spiritualmente separandosi dal corpo (mah…..cosa non si fa con il marketing….). Le successive mete sono in piena riserva e cambia la musica: nel senso che il paesaggio e’ desertico, i centri urbani molto poveri, i centri commerciali molto modesti (un’altra America insomma)…. Ci facciamo un tot di miglia in piena riserva facendo attenzione al tachimetro (i policemen non scherzano): Puntiamo alla Many Farms perché vicino al canyon de chelly (attenzione l’offerta ricettiva e’ scarsissima); si tratta di un ostello della gioventù gestito da giovani pellirossa dove ci danno una camera decorosa e pulita (con tanto di spazzolini da denti) per 30 $; questo canyon e’ molto diverso dagli altri sia per la conformazione sia per la storia…. E’ a forma di U con le mura verticali ed il fondo molto rigoglioso con coltivazioni e l’irrigazione; vi si trovano ancora le rovine (ricche di pittogrammi) dei villaggi anasazi (risalgono dal 350 al 1300 e solo le tracce più significative della storia americana) , primi occupanti della ragione, antenati dei navajo… Il giorno successivo direzione Monument Valley: che tuffo al cuore per tutti coloro che ricordano John Wayne in Ombre Rosse…. Monument Valley è una cartolina sia dell’America che di Hollywood, dove John Ford girò western cult (Il massacro di Fort Apache, I cavalieri del Nord Ovest, Rio Bravo, etc…). Andiamo al parco a cercare Roland’s Navajoland Tours (un navajo con rayban e cappellone da conoscere , e consigliato dalla guida, vedi pag 297 B&B ) e riusciamo a combinare ad un buon prezzo sia una visita guidata (su pick up guidato dall’amico Lesile) sia una decorosa camera nel container-casa (anticipando una coppia di francesi che facevano lo stesso itinerario grazie alla Routard)… Davvero consigliabile muoversi con una guida nel parco anche se frequentabile con auto propria perché il supplemento vale in termini di individuazione dei posti migliori (ti indicano pure l’inquadratura ottimale), come tempo risparmiato, e minori rischi (facile perdersi , le insegne sono scarse, siamo nel deserto).