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"Dove vai quest'anno per Natale Stefano?" "quest'anno vado in Islanda una settimana" "Chissà che freddo! ma sei sicuro?" Queste erano le maggiori domande che avevo sentito prima di partire per questo mio ultimo viaggio che mi attendeva:l'Islanda. Questo isola che sembra quasi volersi distaccare dall'Europa per quanto strana e isolata, famosa per i suoi vari paesaggi e la sua varietà naturali, dai Geyser ai ghiacciai, dalle grotte alle sorgenti geotermali, dalle sue cascate alle pianure desolate. Partiti con un volo Easyjet a basso costo da Malpensa e fatto scalo a Londra Luton abbiamo risparmiato circa la metà che andare con un normale volo di linea che costa sui 500-600 euro. Arrivati il 23 Dicembre 2012 all'aeroporto di Keflavik verso tarda mattinata, iniziamo il trasferimento verso la capitale Reykjavik a 30 km circa dall'aeroporto.
Arrivati nella capitale il clima che ci attendeva era molto simile a quello del nord-Italia con temperature che mediamente in inverno vanno dai -3/-4 ai +3/4, questo perchè c'è la corrente del golfo che mantiene un clima mite almeno nel sud dell'Islanda. Dopo esserci sistemati al Reykjavik Backpackers, uno dei migliori ostelli di Reykjavik di cui ci ha dato una buona mano a organizzare buona parte del viaggio, facciamo due passi in città a vedere la chiesa di Hallgrimskirkja, con noto stile architettonico moderno dove domina su tutta la città e la zona costiera sul mare a fare una passeggiata sul porto; per il resto della città non molto interessantissima dal punto di vista culturale ma molto viva di sera con locali e pub aperti fino a tarda notte.
Il giorno dopo alla vigilia di Natale si parte alla visita della vera islanda, un tour organizzato dalla Grayline e dal nostro ostello chiamato Golden Circle, ovvero anello d'oro, poichè le varie attrazioni naturalistiche del sud-ovest dell'isola sono disposte in modo tale da formare un anello. Iniziamo con una centrale geotermica che sfrutta la fuoriuscita di gas dal terreno per produrre energia, molto interessante, tutto questo verso le 10.30 di mattina dove tra l'altro inizia a spuntare i sole, si poichè a questa latitudine nei paesi così a nord il sole nei mesi invernali spunta verso le 10.30/11 e se ne va verso le 15.30/16.
Continuiamo il golden circle verso le cascate di Gullfoss molto belle da vedere anche d'inverno con buona parte di esse ghiacciate per poi passare al cratere Keriò formatosi con un'esplosione vulcanica per poi essersi assestato. Passiamo alla parte più importante di questo tour: i Geyser se non simboli dell'islanda; queste fuoriuscite d'acqua e vapore a una temperatura molto alta (80-100°!) dovute alla pressione sottoterra tra le rocce e le camere magmatiche. In questa zona ce ne sono circa una ventina e ogni 5-10 minuti vi è un' getto di vapore e acqua calda, con un tramonto all'orizzionte (anche se erano le 14.30 di pomeriggio!) è uno spettacolo vederli.
Ultima parte del tour il parco naturale di Pingvellir dove da questa zona si ha una splendida visione del paesaggio circostante, con il lago di Pigvellir e le montagne innevate che fanno da cornice in questa splendida distesa di rocce e insenature. Qui vi è l'incrocia tra la placca continentale europea e quella americana dove ogni anno si allarga di circa 5 mm; Il giorno dopo è Natale lo passiamo tra noi visto che Reykjavik è molto vuota con tutti gli abitanti che sono nelle proprie case a festeggiare; la sera tentiamo purtroppo inutilmente la vista delle aurore boreali dove in inverno si possono avvistare a queste latitudini, per vederle bisogna avere un cielo sereno e un pò di fortuna. Per i giorni seguenti noleggiamo la macchina con Procar, una Kia Picanto a soli 50 euro al giorno con costi della benzina che si aggirano sul 1,5 euro, meglio che in Italia.
La usiamo per andare alla Blue Lagoon ad una quarantina di km da Reykjavik per una giornata relax; questo è un centro termale naturale dove ci sono delle vere e proprie terme all'aperto dove la roccia scalda l'acqua in modo da tenerla ad una temperatura media 36-38°.
Aperta a tutti, fa uno strano effetto fare il bagno in costume d'inverno ma con l'acqua così calda non si ha problemi di freddo, forse un pò alla testa. La Blue Lagoon rientra nelle 25 meraviglie del mondo naturali con queste acque azzurre in queste distese di rocce desertiche. Il giorno seguente anche se le previsioni meteo non erano delle migliori poichè davano un pò di neve, siamo andati nella costa sud fino a vedere il ghiacciaio di Vatnajokull e il lago di Jokulsarlon.
Da Reykjavik si procede verso Vik nel sud dell'isola località nota per le sue spiagge nere e le falesie lungo il mare, da qui si procede in direzione Hofn passando per il paese di Kirkjubaejarklaustur, dal nome impronunciabile, ultimo paese prima del lago di Jokulsarlon. Le strade islandesi sono su stile americano con distesemolto ampie senza neanche una casa, con paesaggi desolati per centinaia di km; in totale dalla capitale a Jokulsarlon ci abbiamo impiegato circa 6 ore con l'incrocio di una bufera di neve che ci ha un pò rallentato il tragitto.
Alla fine l'arrivo al ghiacciaio Vatnajokull e il lago di Jokulsarlon è stata ripagata con uno splendido scenario: il primo si vede che spunta dalle montagne e sembra quasi che voglia invadere la strada; il secondo è un lago naturale dove vari pezzi del ghiacciaio si staccano e vanno a formare degli iceberg con splendidi colori sull'azzurro e il nero, il tutto circondato da uno splendido paesaggio innevato; siamo anche fortunati nelll'avvistamento di qualche foca nel lago. Uno degli ultimi giorni lo dedico alla visita delle grotte di Leiòarendi dove una guida ci mostra tutto il percorso e ci dà tutta l'attrezzatura necessaria (per saperne di più Speleologia alle grotte di Leiòarendi). Qua si conclude il nostro splendido viaggio in Islanda anche se un pò di rimpianto per non aver visto l'aurora boreale ma per il resto abbiamo visto paesaggi unici, ve la consiglio altamente!
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